Che, alla fine, arrivasse come la pioggia era un po’ prevedibile.
Di chi parliamo? Della protagonista di queste ultime ore calde ( e piovose ) di Flushing Meadows: della polemica, quella che oggi è sfociata in maniera più aperta rispetto a ieri e se sino a ieri era solo Murray a lamentarsi, oggi a quella voce se ne unisce qualcuna in più.
La pioggia che ancora una volta interrompe gli incontri, in questa decima giornata di gioco, sembrava aver concesso una tregua intorno alle ore 12.30 locali tanto da permettere all’organizzazione l’asciugatura dei campi, in maniera alquanto arcaica come abbiamo detto in precedenza, e di rispedire in campo i giocatori.
Di chi parliamo? Della protagonista di queste ultime ore calde ( e piovose ) di Flushing Meadows: della polemica, quella che oggi è sfociata in maniera più aperta rispetto a ieri e se sino a ieri era solo Murray a lamentarsi, oggi a quella voce se ne unisce qualcuna in più.
La pioggia che ancora una volta interrompe gli incontri, in questa decima giornata di gioco, sembrava aver concesso una tregua intorno alle ore 12.30 locali tanto da permettere all’organizzazione l’asciugatura dei campi, in maniera alquanto arcaica come abbiamo detto in precedenza, e di rispedire in campo i giocatori.
Nadal e Murray, quindi sono stati fatti entrare in campo
rispettivamente contro Muller e Young ma nuovamente sono stati beffati dalla
pioggia che, dopo soli 15 minuti, li ha costretti a tornare indietro.
Lo spagnolo Rafael Nadal, a questo punto, sfoga la sua rabbia e in
un’intervista rilascia al canale americano TV ESPN dichiara:
“ Non siamo protetti: ci sono tanti soldi nei tornei del Grande Slam e noi facciamo parte dello spettacolo. Qui tutti lavorano per i soldi ma non per noi… Non si può andare in campo se piove... Certo se mi dicono che devo andare in campo lo faccio, mica mi posso rifiutare. Ma penso non sia giusto... Quando io e Muller abbiamo cominciato a palleggiare ancora pioveva e in campo si scivolava.”
“ Non siamo protetti: ci sono tanti soldi nei tornei del Grande Slam e noi facciamo parte dello spettacolo. Qui tutti lavorano per i soldi ma non per noi… Non si può andare in campo se piove... Certo se mi dicono che devo andare in campo lo faccio, mica mi posso rifiutare. Ma penso non sia giusto... Quando io e Muller abbiamo cominciato a palleggiare ancora pioveva e in campo si scivolava.”
Della stessa
opinione Murray che già in precedenza aveva esternato la sua rabbia, oggi è,
invece, esploso:
“E’ pericoloso
giocare in queste condizioni, ci si può far male, qui si pensa a tutto tranne
che alla nostra sicurezza.”
Della stessa
opinione Roddick che stava giocando sul secondo campo degli US Open 2011, il
Louis Armostrong Stadium, il quale afferma:
“Noi vogliamo
solo far sapere agli organizzatori che non vogliamo più essere posti in una
situazione simile. Io capisco che c’è il tennis da trasmettere in tv e questo
fa parte del buisiness, ma abbiamo il diritto di giocare in condizioni di
sicurezza e non su un campo ancora bagnato. Noi giocatori ne abbiamo parlato
negli spogliatoi e siamo tutti d’accordo.”
Così, infine fu
vera polemica e da un lato non si possono neanche biasimare se, con poche
garanzie e ancor meno certezze, questi giocatori sono mandati in campo e
riportati negli spogliatoi dopo neanche 15 minuti di gioco.
Nadal, inoltre, era
tra chi non voleva scendere in campo proprio per la precaria situazione di una
superficie non ancora completamente asciutta.
A questo punto il torneo si è completamente bloccato e altro non possiamo fare se non auspicare che la pioggia smetta ma, confidiamo anche che il prossimo anno l’Arthur Ashe Stadium possa avere finalmente un tetto: chissà che quest’anno gli organizzatori non abbiano imparato la lezione?
A questo punto il torneo si è completamente bloccato e altro non possiamo fare se non auspicare che la pioggia smetta ma, confidiamo anche che il prossimo anno l’Arthur Ashe Stadium possa avere finalmente un tetto: chissà che quest’anno gli organizzatori non abbiano imparato la lezione?

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