Oggi è un giorno particolare.
Per molti è semplicemente l’inizio di una settimana come tante che, magari, segna anche il rientro dalle ferie.
Per alcuni è solo il 5 settembre del 2011.
Per tutti quei fan che non hanno mai smesso di rimpiangerne
la morte, che ancora conservano dischi, casette e cd, oggi è il giorno in cui è
nato Farrokh Bulsara, al tempo Freddie Mercury, cantante di punta dello storico
gruppo “I Queen”.
Che sia stato, ma è più corretto dire che sia tuttora, un’icona
è fuori discussione: la musica con lui e con i Queen ha assunto un concetto
nuovo e diverso. Tra gli anni ’70 e ’80 Freddie Mercury ha saputo portare una
rivoluzione nella musica moderna e concetti ogni volta nuovi che, ancora oggi,
sembrano risuonare familiari anche quando si ascolta via radio.
Sono rari quei gruppi che, a distanza di tempo, riescono a
fare della musica, “la” vera musica, e se ci si sofferma a guardare i gruppi
nati oggi, questi non sono altro se non lo specchio, rotto, del vero concetto
di gruppo.
I Queen hanno saputo dare emozioni e Freddie prima di tutti
gli altri, con quella voce caparbia e tosta ma al tempo stesso dolce, ne è
sempre stato la punta di diamante: a volte vien da chiedersi se, senza di lui,
quel gruppo avrebbe avuto lo stesso successo e la musica avrebbe avuto lo
stesso sapore.
Probabilmente no.
Oggi è un giorno speciale nel cuore di molti fan di tutto il
mondo. Come lo è il 24 novembre 1991, giorno della sua prematura morte dovuta a
cause che, ormai, tutti conosciamo.
« ...Desidero
confermare che sono risultato positivo al virus dell'HIV e di aver contratto
l'AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a
questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano.
Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo
conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi
seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda
malattia... »
[Freddie Mercury]
[Freddie Mercury]
Furono queste le sue ultime
parole prima che, a distanza di 24h, si spegnesse un’icona del mondo musicale cui
il mondo musicale ha tributato concerti e parole, fiumi di parole: chi può
dimenticare, infondo, quando avvenne in occasione del Freddie Mercury Tribute
Concert il 20 Aprirle 1992 a Londra presso il Wembley Stadium?
Lo stadio era colmo e l’attenzione dei media era tutta per quell’evento che, in concomitanza, richiamava tutto il mondo a dar attenzione a un problema che troppe volte è stato fatto passare in sordina, quello dell’AIDS.
Come dimenticare, inoltre, l’omaggio
che gli costruì la città di Montreux, in Svizzera: una statua a sua immagine e
somiglianza che si affaccia sul Lago di Ginevra che fu inaugurata nel 2006.
Oggi Freddie non c’è più.
C’è però ancora la sua meravigliosa voce, quella che anche i giovani imparano ad ascoltare e apprezzare ( grazie anche ai film che ne usano ancora alcune canzoni ) e oggi Google ha deciso, nel suo doodle, di rendere omaggio alla più grande icona della storia della musica rock: la canzone scelta per l’occasione è “Don’t stop me now” scritta da Freddie nel 1978.
C’è però ancora la sua meravigliosa voce, quella che anche i giovani imparano ad ascoltare e apprezzare ( grazie anche ai film che ne usano ancora alcune canzoni ) e oggi Google ha deciso, nel suo doodle, di rendere omaggio alla più grande icona della storia della musica rock: la canzone scelta per l’occasione è “Don’t stop me now” scritta da Freddie nel 1978.
Ricordiamo Freddie, oggi,
come quel cantante che una volta salito sul palco diventava incontenibile, un’esplosione
di euforia e potenza che sapeva incanalare nella sua voce e trasmetterti come
pochi altri sanno fare.
The show must go on, diceva:
ma una lacrimuccia, infondo, ci scappa sempre. Vorremo che fosse qui, con
quella verve inesauribile che, ancora adesso, nella sua musica trapela
ardentemente.
Grazie Freddie.
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