Nonostante
sia un film che fu presentato proprio un anno fa alla mostra del Cinema
di Venezia, Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma è stato
fatto uscire nelle sale italiane solo il 26 Agosto di quest’anno, il
2011.
La
crescente espansione della Cina e le crescenti pellicole girate su
eventi storici riguardanti la Cina, come nel caso della Battaglia dei
Tre Regni, hanno portato il regista Tsui Hark ha prendere in mano un
progetto riguardante eventi storici realmente accaduti, intorno agli
anni 690 D.C.S.
Trama del Film
Siamo
alla fine del 689 d.c. negli anni nei quali regnava la dinasta Tang;
nella città di Luoyang si sta preparando la cerimonia per
l’incoronazione della Regina Wu che salirà al trono, come prima
Imperatrice, dopo la morte dell’Imperatore.
Per
celebrare questo evento, proprio davanti alla piazza dove avverrà
l’incoronazione, la Regina ha deciso di far innalzare un’immensa statua
del Buddha, alta circa 2 metri.
Durante
la visita di un antico romano, proprio alla statua in fase di
costruzione, il sovraintendente ai lavori muore a causa per
autocombustione, senza che ci sia apparente motivo benché molti degli
operai pensino sia opera del Divino, a causa di alcuni talismani
rimossi.
La stessa sorte spetterà anche al capo della polizia che, proprio sotto gli occhi della Regina, morirà per autocombustione.
Senza
avere nulla di concreto in mano, la donna decide di far appello
all’unico uomo in grado di risolvere il mistero della fiamma fantasma e
per questo convoca Dii Renjie o meglio Detective Dee un tenace
opposizione della stessa Regina che lei, sette anni prima, aveva fatto
esiliare nelle prigioni.
Questi,
nonostante le sue idee politiche, inizierà sin da subito le sue
ricerche affiancato dal vice capo della polizia Pei Donglai e dalla
bella Shangguan Wan’re, prima ancella e guardia della Regina.
Recensione del Film
Basterebbe
un titolo per inquadrare alla perfezione il modo con il quale Tsui Hark
gira i propri film: lui è, infatti, lo stesso regista di Seven Swords
che, chi ben ricorda, mostra una serie d’innumerevoli combattimenti
aerei degni del miglior Matrix.
Tsui
Hark è considerato, in quel del cinema cinese, come lo Spielberg o il
Lucas della nazione dagli occhi a mandorla e, perché il paragone sia
enorme e con nomi di un certo calibro, se ragioniamo in termini
prettamente cinematografici e osserviamo il film con gli occhi di chi
certo non è abituato a determinati colossi scenici, in parte è anche
vero.
Tsui
Hark si ripropone di portare sul grande schermo gli sfarzi e i colori
di un’epoca antica come quella che vediamo descritta nel film
riuscendoci perfettamente. E’ tipicamente nell’indole cinese, ma
comunque orientale, portare sullo schermo le cose e farlo in maniera
colossale: le scene, le riprese ma anche solo la scenografia che fa da
cornice alla storia ( una storia che, ricordiamo, parla di una persona
esistita realmente ) ogni cosa viene realizzando in grande, pensando in
grande.
Così
sono stati ideati anche i combattimenti che, come fossimo in Matrix,
assumono un aspetto diverso: dimenticate di vedere gente duellare a
terra o di vedere cose “tipicamente normali” perché in Detective Dee
ogni cosa assumerà sfumature ben diverse: combattimenti aerei, effetti
scenici che li supportano, passi e mosse che hanno dell’incredibile
consentono al film di scivolare via, per le 2h che dura, in maniera
alquanto piacevole.
L’unica
pecca che si ravvisa, in tutto questo, è la pochezza di un copione un
po’ scontato e lento: il film perde molto del suo spessore quando i
protagonisti si trovano a dover far i conti con i dialoghi, mal
congeniati e mal strutturati in un contesto nel quale avrebbero potuto
fare di più.
In
questi casi il film rallenta drasticamente, perdendo quella piega che
invece gli donano i duelli mozzafiato, tra palazzi ed alberi.
Tutto
sommato è un film che merita se si pensa che, negli ultimi anni, i film
made in china raramente hanno deluso le aspettative ma paragonarli ai
colossi americani sarebbe ancora un azzardo.
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