06/09/11

[Cinema] Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma




Nonostante sia un film che fu presentato proprio un anno fa alla mostra del Cinema di Venezia, Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma è stato fatto uscire nelle sale italiane solo il 26 Agosto di quest’anno, il 2011. 


La crescente espansione della Cina e le crescenti pellicole girate su eventi storici riguardanti la Cina, come nel caso della Battaglia dei Tre Regni, hanno portato il regista Tsui Hark ha prendere in mano un progetto riguardante eventi storici realmente accaduti, intorno agli anni 690 D.C.S. 




Trama del Film


Siamo alla fine del 689 d.c. negli anni nei quali regnava la dinasta Tang; nella città di Luoyang si sta preparando la cerimonia per l’incoronazione della Regina Wu che salirà al trono, come prima Imperatrice, dopo la morte dell’Imperatore.


Per celebrare questo evento, proprio davanti alla piazza dove avverrà l’incoronazione, la Regina ha deciso di far innalzare un’immensa statua del Buddha, alta circa 2 metri.


Durante la visita di un antico romano, proprio alla statua in fase di costruzione, il sovraintendente ai lavori muore a causa per autocombustione, senza che ci sia apparente motivo benché molti degli operai pensino sia opera del Divino, a causa di alcuni talismani rimossi.


La stessa sorte spetterà anche al capo della polizia che, proprio sotto gli occhi della Regina, morirà per autocombustione.


Senza avere nulla di concreto in mano, la donna decide di far appello all’unico uomo in grado di risolvere il mistero della fiamma fantasma e per questo convoca Dii Renjie o meglio Detective Dee un tenace opposizione della stessa Regina che lei, sette anni prima, aveva fatto esiliare nelle prigioni.

Questi, nonostante le sue idee politiche, inizierà sin da subito le sue ricerche affiancato dal vice capo della polizia Pei Donglai e dalla bella Shangguan Wan’re, prima ancella e guardia della Regina.


Recensione del Film


Basterebbe un titolo per inquadrare alla perfezione il modo con il quale Tsui Hark gira i propri film: lui è, infatti, lo stesso regista di Seven Swords che, chi ben ricorda, mostra una serie d’innumerevoli combattimenti aerei degni del miglior Matrix.


Tsui Hark è considerato, in quel del cinema cinese, come lo Spielberg o il Lucas della nazione dagli occhi a mandorla e, perché il paragone sia enorme e con nomi di un certo calibro, se ragioniamo in termini prettamente cinematografici e osserviamo il film con gli occhi di chi certo non è abituato a determinati colossi scenici, in parte è anche vero.


Tsui Hark si ripropone di portare sul grande schermo gli sfarzi e i colori di un’epoca antica come quella che vediamo descritta nel film riuscendoci perfettamente. E’ tipicamente nell’indole cinese, ma comunque orientale, portare sullo schermo le cose e farlo in maniera colossale: le scene, le riprese ma anche solo la scenografia che fa da cornice alla storia ( una storia che, ricordiamo, parla di una persona esistita realmente ) ogni cosa viene realizzando in grande, pensando in grande.


Così sono stati ideati anche i combattimenti che, come fossimo in Matrix, assumono un aspetto diverso: dimenticate di vedere gente duellare a terra o di vedere cose “tipicamente normali” perché in Detective Dee ogni cosa assumerà sfumature ben diverse: combattimenti aerei, effetti scenici che li supportano, passi e mosse che hanno dell’incredibile consentono al film di scivolare via, per le 2h che dura, in maniera alquanto piacevole.


L’unica pecca che si ravvisa, in tutto questo, è la pochezza di un copione un po’ scontato e lento: il film perde molto del suo spessore quando i protagonisti si trovano a dover far i conti con i dialoghi, mal congeniati e mal strutturati in un contesto nel quale avrebbero potuto fare di più.

In questi casi il film rallenta drasticamente, perdendo quella piega che invece gli donano i duelli mozzafiato, tra palazzi ed alberi. 


Tutto sommato è un film che merita se si pensa che, negli ultimi anni, i film made in china raramente hanno deluso le aspettative ma paragonarli ai colossi americani sarebbe ancora un azzardo.

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