08/09/11

[Cinema] Super 8: tra nostalgia e attualità. Trailer ed immagini!



Uscirà a breve, il 9 Settembre, Super 8 film diretto da J.J. Abrams e prodotto da Steven Spielberg del quale si avvertono le tracce a ogni frame: probabilmente sono più che semplici tracce giacché ogni cosa sembra ricordare spezzoni di film prodotti e girati dal magnate di Hollywood.






Trama del Film


Ohio, estate 1979: un gruppo di ragazzi, tra i quali troviamo Joe Lamb, figlio del vice sceriffo Jackson Lamb, decide di girare un film sugli zombie con una pellicola Super 8 ( da cui il titolo del film ).


Durante una serata dove il gruppo di ragazzi (composto, oltre che da Joe, da Charles, Preston, Cary, Martin e Alice ) si riunisce per girare una delle scene principali del film, presso una stazione del treno, si trovano coinvolti in un incidente spettacolare: l’auto del loro professore di biologia, infatti, va a scontrarsi in un frontale con un treno in arrivo causando il deragliamento di quest’ultimo.

Scampati al pericolo e incuriositi da quanto accaduto, decidono di avvicinarsi per scoprire cos’è accaduto e trovano proprio il professore vivo il quale li informa che le loro vite e quelle dei loro parenti sono in pericolo, prima di minacciarli con una pistola.


Poco dopo la loro fuga giungerà sul posto un’unità dell’US Air Force, capitanata dal colonnello Nelec che inizierà a sgombrare l’area; dal giorno seguente l’incidente del treno, nella città, inizieranno a sparire le persone a cominciare proprio dallo sceriffo.


Nel frattempo il gruppo di ragazzi torna sul luogo della catastrofe per recuperare alcuni oggetti tra i quali la loro telecamera che, seppur distrutta, aveva fatto in tempo a registrare alcune sequenze di quanto accaduto riprendendo qualcosa d’incredibile e che nessuno, sino a quel momento, pensava potesse esistere.


Mentre l’aviazione americana cerca di non far trapelare quanto davvero è accaduto e cosa sia fuggito da quel treno in corsa, si susseguono le storie dei ragazzi che avranno modo di scoprire qualcosa di straordinario ma al tempo stesso terrificante.



Recensione del Film


Che sin dal principio, in questo film, si avverta la mano di Spielberg è impossibile non capirlo ma le citazioni sono tante e non solo prese dal regista americano.

Innanzitutto è forte l’analogia con il film di Bob Reiner, Stand By Me: qui abbiamo un gruppo composto da sei ragazzi che si riuniscono durante l’estate per girare un film Horror, nel film di Reiner abbiamo un gruppo di quatto ragazzi che, sulla scia di un delitto, decidono di scoprire dove sia nascosto il cadavere e divenire eroi del posto. 


Le analogie sono ancora di più se si pensa che in entrambi i film sia dato un certo spessore al carattere di ogni ragazzo, ai loro desideri, alla loro crescita a ciò che temono: il profilo psicologico di ogni personaggio viene, in questo modo, messo in testa rispetto al resto della trama, dal dramma familiare vissuto da Joe alla scoperta dei primi amori. 


Che ci sia lo zampino di Steven Spielberg si avverte quando andiamo a cercare film come “Incontri ravvicinati del terzo tipo”: come in quel film, anche qui ci sono “incontri” e soprattutto rapimenti da parte di quello che possiamo considerare, in effetti, l’alieno del film.  Le sparizioni sono in perfetta analogia tra i due film, sebbene per un motivo completamente differente.


C’è anche, a vedere bene, una perfetta corrispondenza con E.T. altro film noto di Spielberg di cui tutti abbiamo memoria.

Il bambino Joe può, infatti, essere associato a Elliot il protagonista di E.T. per quanto sia la forma e il modo di avvicinarsi che cambia; l’analogia diventa ancora più evidente verso la conclusione del film, che però nessuno vuol rovinarvi.


Il tema di entrambi i film, tuttavia, s’incentrava molto sulla crudeltà umana rispetto a esseri provenienti da altri mondi ma, mentre in E.T. quest’aspetto era meno evidente e forzato e forse un po’ più “buonistico” , in questo film il regista ha calcato la mano in maniera più pesante cercando di far risaltare questo lato umano non sempre disposto ad accettare qualcosa di diverso che, per questo, va analizzato anche in maniera brutale.


Non ci si aspetti dal film scene fantascientifiche o colme di effetti speciali: il regista sembra andare indietro nel tempo, uscendo un po’ dai canoni del moderno per riaffidarsi a un’epoca ormai passata facendoci rivivere uno stile di film che abbiamo perso nel corso degli anni, specie dopo l’arrivo del 3D.


A dar poco risalto al film ci pensano, però, dialoghi un po’ scontati e le sequenze a tratti lente che non sembra scorrere in maniera fluida, né dare quella certa continuità a una pellicola che, tutto sommato, merita.


J.J. Abrams avrebbe potuto osare di più, specie per Spielberg alle spalle, ma si è tenuto basso: non ci aspettiamo quindi un E.T. moderno o qualcosa di grandioso come “Incontri ravvicinati del Terzo tipo”, perché film di questo calibro, temo, non ne facciano più.



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